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COME TRASFORMARE I FICHI IN UNA LECCORNIA PROBIOTICA (FICHI FERMENTATI)

Siamo lieti di presentare un articolo molto interessante e informativo, preparato da Nina, autrice del progetto Eno z naravo (One with Nature). In esso condivide un processo pratico, consigli utili e una spiegazione del perchรฉ i fichi fermentati siano unโ€™ottima scelta per chiunque desideri arricchire la propria alimentazione con cibi naturalmente probiotici. Ecco il suo articolo.

Da piรน di ventโ€™anni, nel nostro giardino cresce un albero di fichi che ogni anno mi regala una silenziosa festa dโ€™autunno: il momento in cui i frutti diventano viola. Per me non cโ€™รจ niente di meglio che addentare un fico fresco, dolce come il miele. Ma ogni anno arriva anche un momento in cui ce ne sono semplicemente troppi. Non voglio piรน cucinare marmellate. I fichi secchi mi annoiano. E lo zucchero? Preferisco lasciarlo da parte. Questโ€™anno ho deciso di fare qualcosa di completamente diverso: ho fermentato i fichi in salamoia.

Allโ€™inizio lโ€™idea mi sembrava strana. Perchรฉ mai mettere un frutto dolce in salamoia? Eppure ho provato. Dopo alcuni giorni nel barattolo, i fichi si sono trasformati. Il sapore รจ diventato meno dolce, piรน armonioso, leggermente acidulo e incredibilmente vivo. Quasi come se qualcuno li avesse riempiti di nuova energia. E, cosa ancora piรน sorprendente, sono diventati anche naturalmente probiotici.

La fermentazione in salamoia รจ un antico metodo di conservazione che oggi stiamo riscoprendo. Funziona in modo tale che, in un ambiente privo di ossigeno e con abbastanza sale, prevalgano i batteri benefici, in particolare i batteri lattici. Questi batteri consumano gli zuccheri della frutta e producono acido lattico. In questo modo i fichi non solo si conservano piรน a lungo, ma acquisiscono anche quella preziosa diversitร  microbiologica che conosciamo dalle verdure fermentate.

PERCHร‰ FERMENTARE I FICHI?

รˆ interessante notare che la fermentazione non solo conserva il frutto, ma lo trasforma anche dal punto di vista nutrizionale. Durante il processo, alcuni inibitori dellโ€™assorbimento come i fitati vengono scomposti, rendendo piรน semplice per lโ€™organismo assimilare minerali come calcio e magnesio. I fichi fermentati risultano quindi piรน facili da digerire e allo stesso tempo mantengono un maggior numero di composti biologicamente attivi, come i polifenoli. Questi agiscono come antiossidanti naturali e favoriscono le cellule aiutandole a proteggersi dallo stress ossidativo.

Per loro stessa natura, i fichi sono giร  molto ricchi dal punto di vista nutrizionale. Contengono una buona quantitร  di fibre, che favoriscono la digestione e contribuiscono al senso di sazietร . Sono ricchi di potassio, utile per regolare la pressione sanguigna e lโ€™equilibrio dei fluidi nellโ€™organismo, e di magnesio, che supporta il funzionamento di muscoli e nervi. Contengono inoltre una certa quantitร  di calcio, importante per le ossa, e le vitamine K e B6, entrambe fondamentali per la coagulazione del sangue e lโ€™equilibrio ormonale. Grazie a questa combinazione di nutrienti, i fichi risultano particolarmente interessanti per le donne, soprattutto dopo i 40 anni, quando il supporto alle ossa e la stabilitร  ormonale diventano piรน rilevanti.

Con i fichi fermentati, perรฒ, entra in gioco un altro aspetto affascinante: lโ€™effetto sul microbiota intestinale. Quando si parla di ormoni, di solito non pensiamo allโ€™intestino, eppure รจ proprio lรฌ che avviene una parte importante del metabolismo degli estrogeni. Il suo equilibrio รจ collegato a come lโ€™organismo processa ed elimina gli estrogeni stessi. Gli alimenti fermentati possono supportare questa diversitร  di microrganismi e, di conseguenza, influenzare indirettamente anche il sistema ormonale. Non si tratta di un farmaco nรฉ di una terapia ormonale diretta, ma di uno dei modi in cui, attraverso lโ€™alimentazione, possiamo creare condizioni migliori per lโ€™equilibrio interno.

IL PROCESSO DI FERMENTAZIONE DEI FICHI

Il processo รจ semplice, ma alcuni passaggi devono essere eseguiti con precisione.

รˆ importante scegliere i fichi giusti โ€“ maturi ma sodi, in modo che non si disfino durante la fermentazione. La salamoia deve essere sufficientemente salata da favorire la crescita dei batteri buoni, ma non cosรฌ salata da coprire il sapore del frutto. Io utilizzo sale marino non iodato e acqua bollita o filtrata per eliminare il cloro, che puรฒ inibire la fermentazione. Per un litro dโ€™acqua, aggiungo circa 25-30 grammi di sale, a seconda della quantitร  di fichi freschi a disposizione. A volte peso tutto insieme โ€“ fichi, acqua e eventuali aggiunte โ€“ e utilizzo il due percento di sale rispetto alla massa totale, un altro metodo affidabile.

Nel barattolo aggiungo una foglia di fico che, grazie ai suoi tannini, aiuta a mantenere il frutto sodo e dona una delicata nota verde. Mi piace anche aggiungere un bastoncino di cannella e qualche chiodo di garofano, che apportano non solo un aroma piacevole ma anche un leggero effetto antimicrobico. Poi verso tutto con la salamoia, peso il contenuto in modo che i frutti siano completamente immersi e lascio a temperatura ambiente.

I primi cambiamenti iniziano giร  dopo due giorni, ma di solito assaggio al terzo giorno. Quando i fichi diventano piacevolmente aciduli e profumati, sposto il barattolo in frigorifero, dove continuano a maturare per unโ€™altra settimana o due. Finchรฉ rimangono immersi, possono conservarsi per settimane in un luogo fresco.

CREARE LE CONDIZIONI GIUSTE

Quando si fermenta la frutta, รจ utile sapere che, essendo naturalmente ricca di zuccheri, puรฒ succedere che la fermentazione tenda verso quella alcolica. Questo avviene quando i lieviti prendono il sopravvento, trasformando gli zuccheri in alcol โ€“ cosa che non vogliamo ottenere. Possiamo evitarlo efficacemente usando una salamoia con sufficiente sale, fermentando senza permettere l’accesso allโ€™aria e non lasciando la fermentazione prolungarsi troppo a lungo.

I batteri lattici desiderati prenderanno rapidamente il sopravvento se offriamo loro condizioni favorevoli โ€“ ecco perchรฉ mi assicuro che i fichi siano sempre immersi, il vaso chiuso con un airlock e la temperatura stabile. Se compaiono sapori alcolici o odori simili al vino, significa che la fermentazione ha preso una direzione sbagliata. In tal caso, รจ meglio ricominciare, scegliendo frutti piรน sodi e una quantitร  di sale piรน precisa.

The lactic acid bacteria we want will quickly take over if we give them good conditions โ€“ thatโ€™s why I make sure the figs are always submerged, the jar closed with an airlock, and the temperature stable. If signs of alcoholic taste or a wine-like smell appear, it means the fermentation has gone in the wrong direction. In that case, itโ€™s best to start again, with firmer fruit and a more precise amount of salt.

COME GUSTARE I FICHI FERMENTATI

Utilizzo i fichi fermentati come accompagnamento ai formaggi, li affetto nelle insalate o li mangio cosรฌ, come uno snack insolito. Portano con sรฉ note mielate, acidule e terrose โ€“ un sapore insieme familiare e selvatico. E allo stesso tempo so di non mangiare solo cibo, ma qualcosa di vivo, che interagisce con il mio corpo attraverso i suoi microrganismi. Per me รจ un nuovo livello di gusto che non avrei mai immaginato, se non avessi provato una volta. Forse non รจ per tutti, ma per chi รจ curioso di modi diversi di preparare il cibo รจ unโ€™esperienza unica.

I use fermented figs as an accompaniment to cheese, slice them into salads, or eat them just like that, as an unusual snack. They carry something honeyed, something sour, something earthy โ€“ a flavor that is both familiar and wild at the same time. And at the same time, I know Iโ€™m not just eating food, but something alive, something that interacts with my body through its microorganisms.

For me, this is a new layer of flavor I would never have thought of, had I not simply tried it once. Maybe itโ€™s not for everyone. But for those curious about different ways of preparing food.

Autrice dell’articolo e delle foto: Nina Kramberger, MA Cult., One with Nature

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